Di Laura Pacelli
L'intelligenza artificiale (IA) sta entrando nelle cucine italiane, supportando la tradizione ma senza sostituirla: gli italiani la usano per trovare ricette, ottimizzare cotture e gestire scorte, apprezzando strumenti che integrano creatività e tecnologia. Nel settore, l'IA rivoluziona la ristorazione con assistenti per menu, robot e analisi dati, pur generando preoccupazioni per l'automazione di 100.000 posti di lavoro. Startup e progetti come "AI FOOD" di Cracco testimoniano l'integrazione dell'IA, vista come strumento per migliorare efficienza e innovazione, valorizzando l'esperienza umana. Così come il corso "AI for food" di Coop, che forma giovani sulle applicazioni AI nel settore. In alcuni, ancora pochi, ristoranti ci sono anche camerieri robot, assistenti vocali per menu e allergie.
La ricerca sulle abitudini delgi italiani a casa e al ristorante
Che il rapporto tra italiani e cucina è sempre più legato all’intelligenza artificiale, lo conferma anche una ricerca della piattaforma Acadèmia.tv, che ha indagato le abitudini ai fornelli e al ristorante degli italiani. Ma anche il rapporto con la tecnologia dando vita a "ChefCPT" (Culinary, Pre-trained, Transformer), un assistente IA che attinge al sapere di 207 maestri di cucina per dare supporto personalizzato tanto nel processo creativo quanto negli aspetti tecnici. Secondo l’indagine, basata sulle interviste ad appassionati di cucina provenienti da tutta Italia, di età compresa in prevalenza tra i 25 e i 45 anni, solo il 17,6% è solito cucinare per se stesso, mentre oltre 8 italiani su 10 amano mettersi ai fornelli per famiglia o amici. Per la quasi totalità, il 95%, i pasti sono un'occasione sociale importante, e per il 65% è prassi dedicare il giusto tempo alla preparazione del pasto casalingo, ovvero almeno 30 minuti ai fornelli.

I principali utilizzi dell'intelligenza artificiale
- la composizione di ricette o menu in base agli ingredienti disponibili in casa o a un'occasione specifica;
- la richiesta di suggerimenti per venire incontro ad intolleranze alimentari;
- le ricerche su strumenti e tecniche specifiche per trattare o cuocere determinate materie prime.
Complici l'aumento dei prezzi fuori casa e un debole potere d'acquisto medio, l'82% delle persone mangia fuori casa non più di una volta a settimana e quando esce predilige i ristoranti italiani o le pizzerie (74% dei casi), seguiti dai ristoranti etnici (13,5%) e dalle esperienze di alta cucina (10%). Solo il 2,5% sceglie il fast food.

Non solo pizza e spaghetti
Per la scelta della cucina etnica, lo scenario è diversificato: il 55% opta per quella asiatica (in testa quella cinese, seguita da giapponese e indiana e thailandese a pari merito), il 14% preferisce quella mediorientale (qui la libanese raccoglie il 73% delle preferenze, distaccando nettamente quella turca), il 12% quella europea (guidata dalla greca e seguita a breve distanza dalla spagnola). A ridosso del podio si collocano la cucina messicana e sudamericana, rispettivamente con il 9% e l’8% delle scelte. In fase di selezione del ristorante, anche il mondo dei social ha un ruolo crescente: una persona su due ammette di scegliere il locale grazie alle suggestioni condivise sui social network.