Oltre 750 aziende, dal 7 al 9 febbraio 2026, si metteranno in viaggio con le diversità del gusto, per incontrarsi alla Fortezza da Basso di Firenze per la 19ma edizione di TASTE, il salone di Pitti Immagine dedicato alla scena food contemporanea. Il tema scelto per quest’anno è True Food, ovvero «l’identità, forte e concreta, focalizzata non solo sul prodotto, ma anche sulle persone e sui territori», spiega Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine. «Taste cresce in maniera spontanea e sostenibile, grazie a un'accurata selezione dei nuovi ingressi. Per questo nel 2026 abbiamo deciso di andare all'essenza di ciò che ci nutre, del cibo vero insomma. Lo faremo attraverso i nostri espositori e con la guida preziosa di talk ed eventi che serviranno a farci riflettere e a fornirci chiavi di lettura delle evoluzioni del food», aggiunge Napoleone.
Incontri e assaggi in fortezza
il Padiglione delle Ghiaia sarà punto di incontro per il pubblico della manifestazione, che qui potrà darsi appuntamento per seguire presentazioni, eventi e talk, e partire con la visita al salone. Sul palco dell’Unicredit Taste Arena si alterneranno Davide Paolini con i suoi Ring e tanti altri protagonisti del mondo food. Mentre nello spazio dedicato a Filippo - Ristorante a Pietrasanta andranno in scena i celebri piatti made in Versilia.

Il TASTE TOUR tra le aziende prende il via al Piano Attico del Padiglione centrale con il mondo dei salati, per poi proseguire al Piano terra e passare così gradualmente al Padiglione Cavaniglia in cui trionfano i sapori dolci. Non mancherà anche a questa edizione un'interessante area in cui i due sapori convivono, pensata per momenti di consumo speciali. Come le colazioni e i break. Sempre al Cavaniglia, la sezione TASTE SPIRITS si consolida con oltre trenta etichette, tra gin, vermut, amari e distillati, confermando la propria vocazione: mettere in luce aziende monoprodotto piccole e con una storia da raccontare, preziose gemme di un made in Italy tutto botaniche e alambicchi, che brilla di passione e voglia di sperimentare.
I vini eroici da terre estreme
Ture food ma anche true wine o, meglio, wild wines. Dopo il debutto dello scorso anno, torna il progetto dedicato alla viticoltura eroica, a cura di Alvaro De Anna. I vini eroici si sono meritati questo appellativo perché prodotti in condizioni estreme, sui fianchi di un vulcano o in alta quota, da viti di oltre 18 metri di altezza o terrazzate a strapiombo sul mare. Denominati “del ghiaccio”, “del deserto”, “delle sabbie”, oppure vendemmiati il 31 dicembre o affinati sotto la neve o in fondo al mare. Attraverso una selezione di piccole aziende faremo un viaggio tra vitigni dimenticati, climi atipici e metodi di vinificazione fuori dal comune.