Amatriciana Day, tre giorni di festa ad Amatrice
05 marzo 2026

Amatriciana Day, tre giorni di festa ad Amatrice

La prima giornata internazionale dell'Amatriciana è in programma il 6 marzo con un calendario di tre giorni celebrati ad Amatrice (Rieti). Tutti i dettagli e la ricetta originale.

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Poteva mai mancare la giornata celebrativa della Ammtriciana? In programma il 6 marzo, l'iniziativa, dedicata al piatto tipico della tradizione gastronomica di Amatrice, è promossa dall'Associazione dei Ristoratori e degli Albergatori di Amatrice (Aram), col patrocinio del Comune di Amatrice, dell'Università Roma Tre, della Regione Lazio e della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo.

La data di celebrazione del 6 marzo è stata scelta dagli organizzatori della ricorrenza perché il 6 marzo 2020 l'Amatriciana ha ottenuto dalla Commissione europea la certificazione di "Specialità Tradizionale Garantita-Stg".

 

«Per noi l'amatriciana - commenta Giorgio Cortellesi, sindaco di Amatrice - non è solo un simbolo di eccellenza eno-gastronomica, che premia la ricchezza di un territorio e che merita rispetto e supporto per quello che ha subìto specialmente dopo il sisma, ma anche e soprattutto rappresenta il volano della ripartenza socio-economica di Amatrice e delle sue frazioni. Ben venga l'iniziativa dell'Amatriciana day del prossimo 6 marzo, che si affianca virtuosamente alla nota nostra sagra degli spaghetti, già famosa nel mondo».

Bombolotti all'Amatriciana del FH55 Grand Hotel Palatino di Roma.

Dichiarazione di identità

Regina indiscussa delle tavole laziali, l’Amatriciana è molto più di un semplice piatto di pasta: è una dichiarazione d’identità. Nata ad Amatrice, tra i monti della provincia di Rieti, affonda le radici nella cucina pastorale. Prima ancora del pomodoro, c’era la “gricia”, versione in bianco per pastori in transumanza: guanciale, pecorino e poco altro. Poi arrivò il rosso americano e la salsa prese colore e carattere.

Pochi ingredienti in equilibrio perfetto

La ricetta? Apparentemente semplice, in realtà terreno di dispute più accese di un derby. Guanciale croccante (non pancetta, non scherziamo), sfumato con vino bianco; pomodoro San Marzano o pelati di qualità; peperoncino quanto basta; abbondante pecorino romano. Gli spaghetti sono ammessi, ma i puristi invocano i bucatini, perfetti per catturare il sugo come gallerie del gusto.

Guai ad aggiungere cipolla o aglio: ad Amatrice storcerebbero il naso. L’Amatriciana non perdona distrazioni, ma ripaga con un equilibrio magistrale tra sapidità e dolcezza. E mentre il sugo sobbolle, una certezza si fa strada: in Italia discutiamo di tutto, ma davanti a un piatto così facciamo pace. Purché sia fatta come si deve.

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